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FIAT SPIDER 124

Esattamente 50 anni dopo, il design iconico degli anni ‘60 ritorna in una roadster orientata al più puro piacere di guida: la Fiat 124 Spider..

IN CITTA’

L’erogazione regolare del 1.4 consente alla Fiat 124 Spider di muoversi con un filo di gas.
Sui dossi rallentatori non si “saltella”; peggio va sulle asperità più marcate, ma il comfort non delude.
Il cofano lungo obbliga a prendere bene le misure e nelle “retro” a capote chiusa, si benedicono i sensori di distanza (di serie).
Non eccezionali i 10,2 km/l rilevati.

FUORI CITTA’

La generosa coppia limita la necessità di scalare: sopra i 2500 giri, premendo l’acceleratore si viene “fiondati” in avanti. Lo sterzo permette di pennellare le traiettorie.
Rapidi i cambi di direzione, senza che l’auto risulti “nervosa”: il posteriore non “scappa” mai via.
Accelerando in curva coi controlli elettronici disattivati, la ruota interna pattina presto: si sente la mancanza del differenziale autobloccante.
Ben modulabile la frenata e non preoccupanti i consumi (15,6 km/l il dato misurato dai nostri strumenti).

IN AUTOSTRADA

La sesta marcia “di potenza” non aiuta a contenere i consumi: a 130 km/h il motore è a 3350 giri e si percorrono 11,5 km/l.
I fruscii sono evidenti, specie dopo i 120 km/h; a tutta prova la stabilità, anche sulle giunzioni dei cavalcavia.
Il cruise control di serie è utile; mancano, però, sistemi come l’avviso di uscita dalla corsia.

GUIDA MODERNA, LINEE DI UNA VOLTA

La Fiat 124 Spider è una spider moderna, ma con un forte richiamo al passato nelle forme: la mascherina e i grandi fari (con luci diurne a led) ricordano quelli dell’antesignana lanciata nel 1966, come pure la coda ad “ala di rondine”. Aggressivo (ma fin troppo silenzioso) lo scarico sdoppiato: il 1.4 turbo a benzina da 140 CV spinge con vigore ma senza la “giusta colonna sonora”.
Inoltre, “beve” (secondo i nostri rilevamenti quanto una Porsche Boxster da 299 cavalli!) e ha un allungo limitato: a 4500 giri ha già dato tutto.
Il motore viene prodotto in Italia dalla Fiat e montato nell’auto in Giappone: è abbinato a un preciso cambio manuale a sei marce derivato da quello della precedente generazione della MX-5, in grado di reggere la generosa coppia del motore (240 Nm).
La base tecnica della 124 Spider è raffinata: sospensioni a quadrilateri deformabili all’anteriore, multibraccio dietro.
Rispetto alla giapponese, la taratura di molle, ammortizzatori e barre antirollio è specifica, così come quella del servosterzo elettrico (che resta invece uguale nelle sue componenti meccaniche).
Il risultato è che l’italiana è più intuitiva da guidare e ha più una ridotta tendenza del posteriore ad allargare la coda: gli smaliziati apprezzeranno meno, ma così anche in marcia l’auto si differenzia dalla “sorella”.
Scarsa l’insonorizzazione della capote, tanto che (in proporzione) si viaggia meglio a tetto aperto, quando i rumori dell’aria e delle gomme danno fastidio solo oltre i 110 km/h.

La capote, manuale, è rapida e facile da azionare anche da seduti: per aprirla, basta sbloccarla tirando una levetta, “lanciarla” all’indietro e fissarla con una leggera pressione su un “fermo” a scatto all’altezza della spalla. Per richiuderla, si procede al contrario.
L’abitacolo della Fiat 124 Spider è spazioso per due, ma quasi non ha quasi portaoggetti: le porte non hanno tasche, il vano nel tunnel è minimo e manca il cassetto sulla destra.
Per i piccoli oggetti c’è posto solo dietro i sedili (in tre vani non piccoli, ma scomodi da raggiungere, con solo quello al centro dotato di serratura a chiave) e nel ripiano a vista, sotto i comandi del “clima”.
Rispetto alla Mazda MX-5 sono specifici i pannelli delle porte (morbidi), l’inserto nella plancia, il pomello del cambio, il “cuscino” e la corona del volante.
Nell’allestimento Lusso, plancia e sedili sono rivestiti (di serie) in pelle di buona qualità, disponibile a scelta in colore nero o tabacco.
“Furbi” gli altoparlanti nei poggiatesta dell’hi-fi Bose (optional): vivavoce e indicazioni del navigatore arrivano solo al guidatore.

SPAZIO POCO, SPORTIVITÀ MOLTA.

Plancia e comandi
Di taglio sportivo il cruscotto della Fiat 124 Spider, con il contagiri in primo piano; ai lati, il tachimetro e il computer di bordo, con il termometro del liquido di raffreddamento e l’indicatore del livello del carburante. Per ragioni di sicurezza, in movimento lo schermo centrale (a sfioramento) si comanda soltanto con la rotella “cliccabile”, sul tunnel centrale, e con i tasti attorno (intuitivi). Il volante, regolabile in altezza ma non in profondità, è verticale, e la seduta è a pochi centimetri dal suolo; molto ben posizionata la pedaliera (semplicissimo eseguire la manovra del “punta-tacco” in scalata).

Abitabilità
A capote chiusa, neppure i più alti “toccano” con la testa. Il passeggero può essere infastidito dal rigonfiamento nel pavimento, accanto al tunnel (nelle MX-5 nasconde un componente dello scarico, assente in questa Fiat). Nel sedile, una leva regola lo schienale e una rotella varia in altezza la parte anteriore della seduta.

Bagagliaio
Con soli 140 litri, lo spazio non abbonda, sebbene il baule della MX-5 offra 10 litri in meno e abbia un’apertura più stretta (80×30 cm); in compenso, il vano della giapponese è più profondo di 9 cm. Dalla soglia (si trova a ben 81 cm da terra) al punto inferiore del piano di fondo (su due livelli) ci sono 37 cm: i bagagli vanno stivati in orizzontale. Il kit “gonfia e ripara” e gli attrezzi, fissati a una parete con semplici cinghie, sottraggono spazio.

PERCHE’ SI CON LA 124 SPIDER

Capote 
Pur non essendo motorizzata, è rapida e semplice da aprire e richiudere.

Facilità di guida
L’auto è un’agile sportiva a trazione posteriore, stabile anche nei rapidi cambi di direzione, e non mette mai in apprensione.

Personalità Ne ha tanta
Lo stile richiama quello della vecchia 124 Sport Spider, senza però essere smaccatamente rétro.

Sterzo 
Coniuga precisione e omogeneità di risposta, ha il corretto “peso” e non è “nervoso”.